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Pensiamo di aver diritto all'immunità solo perché siamo Occidentali, nostro pensiero ripiegato sull'IO


Luciano Canfora per BLab Magazine

Che ne sarà di noi, la riflessione del noto filologo classico affidata al nostro magazine


«Abbiamo sacrificato la nostra dignità all’altare dei parametri di Maastricht, umiliando il nostro diritto alla salute e le certezze basilari della nostra condizione di esseri umani: lavoro, clima, alimentazione e ambiente. Abbiamo acconsentito, in maniera del tutto trasversale, a tagli scriteriati sulla sanità, mettendo gli ospedali nelle condizioni di dover scegliere il male minore: curare quelli con più prospettive di vita, abbandonare nella mani della morte gli anziani ammalati. Questo è successo, sotto gli occhi di un Paese che per lunghi tratti ha assistito alla tragedia senza sapere cosa fare. È successo da noi, ma ancora di più negli Stati Uniti dov’è avvenuto un vero massacro. Lì non esiste una sanità pubblica, è liberismo allo stato puro e quindi gli effetti sono stati davvero disastrosi (*). Lasciate stare questo momento di panico, in cui è prevalsa soprattutto la paura. Torneremo a parlare dell’IO e non del NOI, torneremo a parlare difendendo condizioni e privilegi esclusivamente personali. Senza aver imparato praticamente nulla da quello che è successo, anzi nulla. Nel momento in cui tutto sarà finito, il vecchio vizio di isolarsi riapparirà subito, a meno che non si riesca ad imporre un cambio completo di struttura di questa baracca che si chiama Unione Europea. E allora, forse, metteremo in atto il vero europeismo: quello di Altiero Spinelli, cioè l’Europa socialista. Cosa succederà dopo? Non lo so, come tutti vivo dell’oggi. Ma nel non sapere cosa ne sarà del domani, io rivolgerei lo sguardo a cosa è stato ieri, alla grande lezione dei saggi Greci e Latini. Loro solitamente traevano spunto dalle grandi tragedie, facevano tesoro delle catastrofi, delle guerre e delle epoche che attraversavano, cercando di migliorare ciò che credevano di aver sbagliato. Forse è quello che dovremmo fare anche noi, cominciando a pensare in maniera universale e non occidentale. Invece, a leggere l’informazione che ci viene somministrata ogni giorno, sembra quasi che l’immunità di gregge ci sia dovuta perché occidentali, perché concessione obbligatoria nei confronti di un pensiero superiore. Ecco, non pensiamo più da umanità ma da masse disgregate tra loro, che agiscono solo per coltivare i loro interessi. Questo atteggiamento non è un inedito storico, solitamente appartiene alle popolazioni che sono in guerra. Allora dovremmo fare pace con questa condizione, quella di essere in guerra stando comodamente seduti sulle nostre miopie».

(Focus della Redazione di Blab Magazine, Blab Magazine | Numero 1 | Maggio 2020)