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Nonostante gli enormi sforzi compiuti sia dall’Italia che dall’Unione Europea, la sicurezza alimentare resta una disciplina scientifica – con immediate ricadute sulle nostre vite, esattamente come la medicina – in cui affidabilità e innovazione rappresentano le sfide più concrete al futuro. Il paradosso più evidente che emerge è che, nonostante venga universalmente riconosciuta come la cucina più nota e ambita al mondo, l’alimentazione italiana – in quanto a sicurezza – è solo 23esima su 113 Paesi censiti (dal Food Security Index, i cui dati vengono pubblicati ogni anno da The Economist). La questione, quindi, non riguarda più e solo la bontà dei prodotti che mettiamo in tavola, ma il nostro approccio alla materia dell’alimentazione intesa come atto di consapevolezza, emancipazione individuale e collettiva, educazione all’uso del pianeta e delle sue risorse. Sui tavoli negoziali delle più grandi democrazie e organizzazioni mondiali di tutela della salute, i temi della sicurezza alimentare e ambientale hanno scalato l’ordine delle priorità trasformandosi – soprattutto nell’ultimo decennio – da necessità in emergenza. Sapere cosa mangiamo e beviamo, come respiriamo e in quale ambiente ci muoviamo sono diventate informazioni che non hanno più soltanto a che fare con la qualità della nostra vita, ma col futuro dell’umanità.

BLab in cifre.

80 tra dipendenti

tecnici e collaboratori *

(* 57 Full Time Equivalent)

20 accreditamenti

Crescita fatturato +45%

Aderisce alla campagna

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